🇮🇳🤝🇨🇳 Il 18 agosto, i media statali cinesi (Observer) hanno pubblicato un articolo intitolato "I magnati indiani attratti dalla tecnologia cinese, avanzando silenziosamente nella cooperazione." Alcuni dettagli, come il reportage di Bloomberg sui colloqui Adani–BYD, sono stati successivamente smentiti, ma la narrazione più ampia è sorprendente: (la Cina pensa) che i principali conglomerati indiani si stiano avvicinando alla tecnologia cinese mentre le relazioni si distendono. L'articolo evidenzia: - La visita riportata di Gautam Adani in Cina per incontrare CATL - L'accordo del gruppo JSW di Sajjan Jindal con Chery sulla tecnologia e i componenti per veicoli elettrici; e - Mukesh Ambani di Reliance che valuta silenziosamente partecipazioni in aziende cinesi di batterie. Gli analisti aggiungono che i gruppi indiani mancano di know-how su veicoli elettrici/batterie e rimangono dipendenti dalla Cina (Ajay Srivastava), la sicurezza della catena di approvvigionamento è ora un vantaggio competitivo (Kumar Rakesh, BNP Paribas), e ovviamente la Cina stessa è entusiasta della possibilità di guidare la transizione verso l'energia pulita (Wang Huiyao). Questa copertura arriva mentre l'India riprende a rilasciare visti turistici per i cinesi, la Cina allenta le esportazioni di urea, i voli diretti potrebbero riprendere dopo 5 anni, il ministro degli Esteri Wang Yi visita l'India e si vocifera che Modi parteciperà al vertice SCO a Tianjin. Anche con dettagli contestati, la direzione è chiara: India e Cina stanno facendo piccoli passi verso la collaborazione nella tecnologia. Su @TechBuzzChina, continuiamo a vedere questo crescente interesse indiano e notiamo che sempre più aziende cinesi sono aperte a collaborare. Roba entusiasmante.
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