✨FOCUS CURATORE✨ Ogni movimento ha i suoi cronisti: coloro che non si limitano a testimoniare il cambiamento, ma plasmano come sarà ricordato. Nel Web3, una volta immaginavamo un mondo senza tastemaker — un campo decentralizzato libero da gatekeeper, gerarchie e autorità ereditarie. "Lasciate che il codice curi," dicevamo. Ma la verità è più umana: lo spazio ha ancora bisogno di chi si prende cura — di chi può tenere il caos abbastanza a lungo da trovare coerenza, e di chi può tradurre l'accelerazione tecnologica in continuità culturale. Il progetto Book On-Chain introduce il Focus Curatore, una serie di conversazioni in corso con gli individui che costruiscono ponti tra codice e cultura. Ogni edizione mette in evidenza un curatore che ha plasmato il paesaggio in evoluzione dell'arte digitale — non come gatekeeper, ma come custode del contesto. Apriamo la serie con Eleonora Brizi @eleonorabrizi, una delle prime a prendere sul serio la curatela on-chain, molto prima che le istituzioni imparassero il linguaggio dei token. Il suo ruolo è tanto contraddittorio quanto essenziale: cura ma non colleziona; costruisce piattaforme eppure critica i loro modelli; documenta i ribelli mentre rifiuta di essere canonizzata. In un mondo che celebra la decentralizzazione, Brizi insiste che la curatela — quando fatta con integrità e trasparenza — non è un atto di controllo ma di cura. Il suo lavoro ci ricorda che in qualsiasi sistema, decentralizzato o meno, qualcuno decide ancora cosa merita attenzione — e come viene ricordato. La differenza sta nel fatto che quella decisione è presa a servizio dell'ego o dell'ecosistema. In copertina: @eleonorabrizi con @luke_shannon_ plotter-scanner