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The Culturist
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Le società passate hanno prodotto così tanta bellezza perché sapevano che la matematica e la bellezza sono profondamente collegate.
Tutto è iniziato quando Pitagora scoprì qualcosa di straordinario sulla realtà: l'universo non è fatto di materia, ma di musica...
Passeggiando accanto alla fucina di un fabbro, Pitagora notò una strana armonia nel clangore dei martelli. Si rese conto che due martelli producono un suono armonioso se uno è esattamente il doppio più pesante dell'altro.
Calcolò che questo rapporto di peso 2:1 produce un'ottava (le note separate da un'ottava suonano simili). Allo stesso modo, un rapporto di 3:2 crea una quinta perfetta, e 4:3 una quarta perfetta. Questo si evolse nella nostra scala musicale di oggi.
Ma non era solo il peso: anche l'intonazione di una nota è inversamente proporzionale alla lunghezza della corda che la produce. Pitagora aveva scoperto che i suoni possono essere armoniosi insieme grazie a una relazione matematica tra di essi.
Questo lo portò a riflettere: se la musica è essenzialmente matematica, forse anche l'universo stesso è governato da schemi matematici?
Alla fine, Pitagora giunse all'idea che l'universo e tutto ciò che contiene potesse essere compreso in quei termini. Poiché matematica e musica sono interconnesse, anche l'universo è musicale, e la materia fisica non è altro che musica solidificata.
Sviluppò una teoria chiamata "musica delle sfere", intuendo che i corpi celesti "cantano" una sorta di musica mentre si muovono, inascoltata dalle orecchie umane:
"C'è geometria nel canto delle corde, c'è musica nello spazio delle sfere."
I seguaci di Pitagora mappavano il sole e i pianeti, assegnando a ciascuno un tono unico basato sulle loro orbite e distanze dalla Terra. Non possiamo sentire questa musica con le nostre orecchie, ma è udita dall'anima.
Il pensiero pitagorico si protrasse nel Medioevo, con Boezio che spiegava i 3 tipi di musica:
1. Musica mundana: musica inudita del cosmo
2. Musica humana: armonia tra corpo e anima
3. Musica instrumentalis: musica udibile di strumenti e voci
Queste non erano solo teorie radicali e isolate. Questa visione del mondo permeò la società per secoli. La gente credeva che l'universo fosse legato da un'armonia matematica e musicale.
Ad esempio, se andavi all'università nel Medioevo, imparavi la musica come una delle quattro scienze del quadrivium: aritmetica, geometria, musica e astronomia.
L'idea era che musica, matematica e cosmo fossero inestricabilmente legati. L'universo era profondamente matematico e Dio stesso doveva essere un geometra divino.
Quindi, se l'universo è una grande composizione musicale, come puoi vivere la tua vita per essere in sintonia con esso?
Beh, creando musica che ti connette a quell'ordine divino per cominciare; ma puoi farlo anche nell'arte visiva. L'arte dall'antichità al Rinascimento e oltre attingeva a quell'ordine matematico.
Il Rapporto Aureo affascinava artisti da Da Vinci a William Blake, che sapevano che l'armonia matematica ci tocca con un senso di calma ultraterrena. Nell'architettura, i costruttori di cattedrali intrecciavano facciate gotiche con geometria immensamente complessa.
Come Pitagora aveva trovato armonia nell'ordine matematico della musica, la geometria poteva produrre armonia visiva. La musica e la bellezza visiva erano legate dalle stesse forze divine — nota la somiglianza delle vibrazioni delle note musicali nell'acqua e nelle vetrate, per esempio.
Nelle parole di Johann Wolfgang von Goethe:
"La musica è architettura liquida; l'architettura è musica congelata."
L'ossessione delle persone medievali per la matematica potrebbe sembrare strana o superflua per l'architetto moderno, ma i risultati parlano da soli…

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